Che cosa ho fatto ultimamente - la qualifica di specializzazione come tecnico di accoglienza e promozione turistica

 Arrivato a questo punto della mia formazione, ero un pochino incerto sul fatto di continuare la strada intrapresa, anche se, continuo a voler approfondire gli argomenti trattati nei miei studi.

Quindi mi rivolsi ad una consulenza di orientamento e chiesi consigli alla mia ragazza. 

Ne venne fuori una proposta interessante, ossia unire i miei ultimi studi a quelli dai quali provenivo e l'unico modo per farlo era quello di poter entrare nel mondo del turismo, dove avrei potuto utilizzare tutte le mie conoscenze.

Arrivando ad avere questa consapevolezza, ho iniziato a cercare una scuola dove poter apprendere le nozioni inerenti al turismo. 

Eliminai subito dalla lista università ed its, poiché attualmente non potevo permettemeli, ma qualora potessi, vorrei farli. 

Quindi optai per un corso di 6 mesi, un anno. 

Lessi diverse opzioni, accompagnatore turistico, guida turistica, accompagnatore escursionistico, naturalistico, cicloturistico, a cavallo, accoglienza turistica, accoglienza e promozione turistica. 

Essendo quella che partiva prima, seppur a Vercelli, scelsi di fare questo sacrificio, pur di non rimanere a casa e non fare niente. 

Mi accostai a questa scelta, non solo per le tempistiche, ma anche per il fatto di aver sempre sognato di poter lavorare in quei uffici di informazione turistica, dove rilasciano volantini, guide ed altri tipi di informazioni utili ai turisti. 

In più, essendo agli inizi, ero ben consapevole che iniziare a lavorare nell'accoglienza, fosse un modo giusto per questa nuova vita. 

Come già detto, trovai un corso a Vercelli, che dava un diploma tecnico superiore, un qualcosa che sta in mezzo tra il diploma e l'its, per intenderci. 

Poi la mia ragazza, riuscìi a trovare un corso, sempre a Vercelli, che però dava il rimborso spese. 

Fu così che, grazie alla mia ragazza, mi trovai a frequentare il corso di tecnico di accoglienza e promozione turistica della "Formater". 

Iniziai andando tutti i giorni a Vercelli, partendo la mattina presto da Torino e arrivando a casa la sera tardi. 

Le prime lezioni mi fecero tornare indietro nel tempo, quando all'alberghiero, invece di studiare cucina, ci facevano studiare le cose tipiche dei territori e fare itinerari di viaggio enogastronomici. 

Poi vedemmo altre tipologie di promozione, imparando la progettazione di un viaggio. 

Successivamente iniziammo a studiare gli eventi e come si organizzano. 

Poi proprio quando dovevamo andare a fare lo stage, ecco arrivare il coronavirus e tutto si fermò. 

Ma un professore impavido ed amante del pericolo, prese in mano le redini delle nostre vite e iniziò a farci studiare da casa. 

Insegnandoci a fare post, articoli, a saper scegliere delle immagini ed a scrivere dei testi da pubblicare, poi ci mostrò come fare un analisi di mercato, un'analisi swot, il target personas ed un piano di lavoro. 

Fu così, che grazie a questo professore, riprendemmo lo svolgimento delle lezioni, in smart working. 

Verso la fine del corso, sempre il nostro intrepido professore, ci chiamò all'avventura, con un project work che ci permise di solcare i mari del web e noi, come pirati 4.0, partimmo all'arrembaggio dell'analisi del mercato del turismo e del territorio, tramite i nostri articoli, sul nostro splendido vascello "TurismoCome", che potrete visitare cliccando sul titolo. 

Devo ammettere che in questo periodo passai un momento buio, dove decisi di ritirarmi, per motivi di salute e perché, non vedevo una motivazione valida per continuare il corso, poiché vedendo alcuni annunci di lavoro, le agenzie, per far svolgere mansioni simili a quelle effettuate nel project work e nei compiti fatti, richiedevano la laurea, cosa che non ho. 

Fortunatamente, grazie alla mia ragazza, Diana, che mi sostiene molto, anche alla mia famiglia, alla mia compagna di corso, Ada ed al mio compagno di scuola, Valter, per non parlare poi dei grandissimi professori Andrea e Mario, ho ritrovato la forza per finire il corso. 

E con il senno di poi, grazie ai due professori guerrieri, che stanno lottando, al fine di darci un tirocinio e farci entrare nel mondo del lavoro, non posso essere che soddisfatto e grato. 


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