Cosa faccio - mental coach - che cos'è la forza di volontà?
Per rispondere a questa domanda, partirei con il perlare da dove proviene la forza di volontà ossia dalla voglia.
Allora, parto proprio dalla domanda : ma che cos'è la voglia?
La voglia è un un impulso a soddisfare un desiderio o un bisogno. A volte può essere un capriccio, altre un impulso sessuale.
Inizierei partendo dal desiderio. Quindi, mi chiedo, cos'è il desiderio?
Questo termine deriva dal latino e risulta composto dalla preposizione de, un'accezione privativa, e da sidus che significa, letteralmente, stella. Desiderare significa quindi avvertire la mancanza delle stelle.
Desiderio, forza nascosta, che muove il mondo, ci fa volare con la fantasia. Una nascosta magia, che ci dona una motivazione per fare ogni nostra azione.
Ora la domanda che mi viene in mente è come nasce il desiderio.
Il desiderio, nasce dall’assenza di qualcosa. Tutto ciò che abbiamo oggi, era un desiderio del nostro ieri. Passiamo la vita a desiderar, quindi ad avere mancanze di cose. Che siano materiali o spirituali. Siamo in continua ricerca di un qualcosa che ci riempia quella mancanza che abbiamo dentro.
Ora quindi mi chiedo, come si può soddisfare un desiderio.
Purtroppo, su questo quesito, non ho trovato risposte che mi soddisfacessero, quindi provo io a dare una risposta.
Secondo me, se il desiderio è dovuto alla mancanza di qualcosa, bisognerebbe far si, che non si senta più quella mancanza. Che sia in maniera spirituale, entrando in sintonia con il nostro cuore ed il nostro spirito, pregando e meditando, che sia in maniera materiale, invece, cercando di avere ciò che ci manca, o almeno, potersi avvicinare il più possibile. Di qualsiasi genere di cosa sia scaturito il desiderio, al fine di soddisfarlo, non si può fare altro che rimboccarsi le maniche e darsi da fare! Il più possibile, per raggiungere il più possibile quella determinata cosa che ci scaturisce il desiderio. Ciò lo si può fare soltanto con tanta volontà.
Ora parlerei del bisogno. Inizierei con la domanda di che cosa sia un bisogno.
Il bisogno è una sensazione di insoddisfazione per la mancanza di qualche cosa di fondamentale. I bisogni si possono dividere in alcune categorie. Ci sono i bisogni primari, ch sono inerenti alla sussistenza. Ciò che ci permette di essere in vita. Poi vi sono i bisogni secondari. Sempre fondamentali, ma che non sono strettamente necessari al fine di poterci permettere di vivere.
Quindi se i bisogni primari sono tutte quelle mancanze che vanno colmate al fine di vivere, i bisogni secondari, son tutte quelle mancanze che fanno sì che la nostra vita, sia più confortevole.
I bisogni primari, sono solitamente, caratterizzati dal fatto che si ripetono nel tempo ed uguali per tutti.
I bisogni secondari, invece, possono esser diversi per ognuno di noi, di una durata momentanea, o più di lunga scadenza. Quindi, i bisogni primari sono quelli essenziali per vivere, quelli secondari son quelli necessari a vivere una vita comoda.
Ma come si soddisfano i bisogni?
A questo quesito non ho trovato nulla di particolare, allora provo a dare io una risposta.
Quando il bisogno è primario, quel bisogno, in alcuni casi verrà soddisfatto in automatica, in altri dovremmo ingegnarci qualcosa per colmare la mancanza di quel bisogno.
Ma voglio fare degli esempi, per far capire meglio.
Per vivere abbiamo bisogno di un certo habitat, che fortunatamente la Terra ci dona, in altri pianeti dovremmo ingegnarci come creare l'habitat.
Sempre per vivere abbiamo bisogno di respirare ossigeno, qualora non fosse possibile, bisognerebbe ingegnarci un metodo di respirazione. Per compiere delle azioni abbiamo bisogno di pensare e di impulsi che comandino certe azioni.
Per stare bene abbiamo bisogno della salute, altrimenti dobbiamo curarci.
Questi sono tutti fattori automatici, nella normalità delle cose, se invece qualcosa non va, diventano fattori ingegnosi.
Ma vediamo i fattori che sono sempre ingegnosi.
Per vivere quando fa caldo, abbiamo bisogno di fresco, quindi, dobbiamo cercare un posto ombroso e ventilato. Invece, se fa freddo, abbiamo bisogno di scaldarci. Quando piove abbiamo bisogno di un posto asciutto. Per bere abbiamo bisogno di acqua e per mangiare abbiamo bisogno di cibo. Insomma, per soddisfare questi bisogni, dobbiamo ingegnarci qualcosa. E per inventarci qualcosa, ci vuol volontà.
Ora parlerei del capriccio. Partendo dalla domanda, che cos'è un capriccio?
Non trovando risposte che mi aggradino, provo a dire la mia. Il capriccio è, secondo me, un bisogno, che però si trasforma in un desiderio, forte ed insistente.
Quando il capriccio è in tenera età, si parla di relazione tra adulto e bambino. In questa fase, il bambino ha dei bisogni, da parte dell'adulto, che si trasformano in desiderio insistente.
A mio avviso, il desiderio, si trasforma in capriccio, non tanto per fattori interni, ma per fattori esterni alla persona. A questo punto farei degli esempi. Se ad esempio si ha fame, magari, questo bisogno, potrebbe trasformarsi in desiderio, magari volendo mangiare qualcosa di dolce. Il desiderio, potrebbe trasformarsi in capriccio, volendo un determinato dolce.
Per esempio, invece, per coprirsi abbiamo bisogno di vestirci, magari questo bisogno, si trasforma in un desiderio, per un certo stile, quando questo desiderio, diventa insistente, verso un certo capo, magari firmato, diventa un capriccio.
Ma come si esaudisce un capriccio?
Qui al contrario di prima, invece di pensare come esaudire un capriccio, bisognerebbe chiederci, quando. Si, perché non dico che non vanno esauditi a prescindere. Ma che per essere esauditi, sia buona cosa fare delle restrizioni. Facendo l'esempio del cibo, se vogliamo mangiare un dolce ed il nostro capriccio è mangiare un dolce pubblicizzato. Bisogna sapere che, magari, mangiare un dolce fatto in casa sia più salutare e meno dispendioso, in più bisogna sapere che non si può sempre mangiare dolci. Quindi bisogna fare dei sacrifici per saper resistere, poi ogni tanto concedersi quel capriccio. Invece per un capriccio, di altro genere anche lì, ci vuole forza di volontà. Qui non essendo più nel genere alimentare, la forza di volontà sta nel fatto di costringersi a esaudire il capriccio, quando se ne ha la piena coscienza del valore che ha.
Quindi, in questo caso, la volontà, sta nell'esaudire il capriccio una volta ogni tanto.
Ora parlo di quell'aspetto della voglia, che rende questa mia relazione, rivolta ai maggiori di 18 anni. Quindi, chiedo, gentilmente, a voi minorenni di uscire da questa pagina. Perché sto per parlare dell'impulso sessuale.
Partirei con la fatidica domanda, che cos'è un impulso sessuale?
L'impulso sessuale è un impulso che nasce dalla parte più antica del nostro cervello, esso proviene dalla nostra parte animale ed è strettamente legato al bisogno di riproduci, per garantire la continuità della specie. La particolarità in campo umano è che, nella nostra evoluzione, questo impulso, ha preso anche un altro bisogno, non legato alla riproduzione, ma al compiacimento, appagamento. Insomma, per puro piacere dei sensi.
Quindi ora mi chiedo come esaudire un impulso sessuale.
Questo punto essendo più delicato ed intimo, più di come essere esaudito, bisognerebbe chiedersi quando essere esaudito.
Si, perché, con la nostra evoluzione, avendo sviluppato aree del cervello che negli animali non è sviluppata, possiamo accendere e spegnere questo impulso, come e quando vogliamo.
Quindi, secondo il mio parere, essendo così evoluti, dobbiamo far scattare questo impulso verso una persona speciale, una persona a cui siamo legati, verso la persona con la quale abbiamo una relazione. Se invece non siamo impegnati, questo impulso, magari lo si può accendere, ma soltanto verso quelle persone a cui vogliamo veramente bene, tutti gli altri impulsi a mio avviso, dovrebbero essere spenti. Perché, si è vero che l'impulso sessuale è qualcosa che ha a che fare con l'istinto animale, ma è anche vero, che come razza evoluta, l'impulso sessuale, nell'essere umano è collegato anche ai sentimenti, di amore, rispetto, attrazione, amicizia profonda, un legame unico.
Insomma, alla base di ogni genere di voglia, sia essa da soddisfare o meno, c'è la volontà.
Quindi, a questo punto mi chiedo, cos'è la volontà?
La volontà è la determinazione che c'è in ognuno di noi per intraprendere una o più azioni volte al raggiungimento di uno scopo preciso. Quindi la volontà è la forza di spirito che abbiamo e che ci aiuta a portare a termine qualsiasi genere di obiettivo.
Allora cos'è la forza di volontà?
La forza di volontà è una capacità che possiamo apprendere e sviluppare. È come un muscolo, può essere allenata. Essa serve per aiutarci ad affrontare la preparazione necessaria per raggiungere un qualsiasi obiettivo.
Per fare ciò, la forza di volontà, ci costringe a fare una scelta, di prendere decisioni e di azioni da mettere in pratica.
La forza di volontà è l'unione della motivazione e dell'ill'usione.
La volontà è figlia della voglia, voglia che deriva da una mancanza e questa mancanza è qualcosa vogliamo colmare, allora cerchiamo di realizzare quella voglia o di non pensarci su.
Quindi ci si trova subito a dover affrontare una scelta, sia quella di fare o di non fare.
Perché anche nel non fare o pensare ad una determinata voglia è comunque una forza di volontà.
Pensiamo a questi giorni, ad esempio. Vorremmo uscire, andare al mare, al parco, con gli amici, con la ragazza, o il ragazzo, ma non possiamo, c'è una pandemia, quindi dobbiamo restare a casa e non fare nulla. Dobbiamo quindi avere forza di volontà per non uscire!!
Stesso esempio se vogliamo fare all'amore, ma non siamo con il partner, e giustamente, non vogliamo essere dei traditori, perché teniamo al partner in un modo speciale, unico, allora, dobbiamo aver forza di volontà e spegnere la voglia di fare l'amore. Si recupererà appena ci si potrà rivedere!!! 😜😏😏
Ultimo esempio sul non fare niente, e non seguire la voglia è sul cibo. Se vogliamo un dolce, ma siamo malati, dobbiamo avere forza di volontà e mangiare sano.
Ora se in questi casi, il non seguire la voglia, il non fare nulla è cosa sacra, santa e giusta...vi sono casi, dove, invece bisogna scegliere di fare, per riuscire a realizzare una voglia. Facendo questa scelta, avremo, subito a che fare con un'altra scelta...ossia di quale voglia soddisfare.
Perché per soddisfare alcune voglie, dovrete scartarne altre, mentre ve ne saranno certe, che non faranno scartare nulla per forza, solo che, verrà realizzata in tempi diversi.
Ora farei qualche esempio, per farmi capire meglio.
Se ad esempio volete essere uno sportivo, dovrete scegliere di allenarvi per molte ore al giorno, non potrete passare le giornate sul divano.
Se volete essere persone colte, dovrete leggere molto, non potrete non aprire neanche un libro.
Infine, se volete fare gli attori o le attrici, non potrete fare i chimici o le chimiche.
Poi nulla vi vieta di cambiare idea, o di raggiungere le altre voglie che avete.
Ma faccio ancora qualche esempio.
Ritornando all'esempio della persona fisicata, ovviamente dovrà passare la maggior parte del tempo ad allenarsi, ma non è detto che non possa sgarrare, una volta finito l'allenamento, ogni tanto, potrà fare uno sgarro, poi tornerà ad allenarsi più intensamente per recuperare la forma fisica voluta. Idem per una persona che sta male, appena starà bene, potrà nuovamente mangiare qualche schifezza, senza esagerare e tornare a stare male.
Riprendendo l'esempio di chi vuol essere colto, non è detto che non possa voler giocare ai videogiochi. Quindi, la maggior parte del tempo leggerà ed una piccola parte del tempo giocherà.
Parlando di lavoro bhe, non è detto che chi vuole fare l'attore o l'attrice non possa studiare chimica per passione e che non possa farlo anche come lavoro, qualora la strada del successo non porti a nulla.
Stessa cosa al contrario, non è detto che chi vuol essere un chimico o una chimica, non possa studiare recitazione per passione e magari un giorno fare anche l'attore o l'attrice.
Quindi, per affrontare ogni azione, bisogna prendere prima una decisione, che però non cancellerà per forza il fatto di escludere le altre scelte.
Parlando di scelte, sicuramente, viene il panico ad ognuno di noi, per la paura di sbagliare.
Quindi, come scegliere?
Bhe, qui la risposta non è semplice, perché abbiamo i fattori interni ed esterni. I fattori interni riguardano la testa, il cuore e la pancia. Il cuore è il vostro animo, il vostro spirito, quello che, ad esempio, da bambino vi diceva che volevate fare gli astronauti o le maestre, piuttosto che altro, la pancia è lo stress, o la reazione del nostro corpo allo stress di una certa situazione, per essere esatti. In pratica, quando vi trovate in una situazione confortevole e piacevole, dove vi si apre la bocca dello stomaco, fa rumorini strani, e che vi da una strana sensazione, ma piacevole...le tanto famose farfalle allo stomaco!!! Per intenderci. Poi, dall'altra parte c'è la situazione scomoda, dove non vi trovate bene, dove lo stomaco si stringe, si chiude, ha i crampi.. Insomma, il voltastomaco. Per fare degli esempi, se vi vengono le farfalle allo stomaco mentre disegnate e non vorreste fare altro tutto il tempo. Idem per scrivere, cucinare, recitare...qualsiasi attività...quella sarà sicuramente una buona scelta da effettuare per voi . Se invece mentre svolgere un problema di matematica, vi sentite strani, ed avete il voltastomaco, o vi viene per altre attività..allora quell'attività non sarà una buona scelta per voi. Poi vi è la testa, che è la parte logica della nostra persona e che farà una scelta in base alla logica e che quindi cercherà di dare un equilibrio tra cuore e stomaco, aggiungendo anche coscienza. Quindi, facendo l'esempio delle farfalle allo stomaco per il disegno e per il voltastomaco per la matematica, la testa, non farà scegliere architettura, dove c'è molta matematica e un po' di disegno, ma, farà scegliere un percorso di design, dove si disegna molto e c'è quel giusto di matematica che serve al disegno.
I fattori esterni, invece sono quelli non scelti da noi. Essi sono scelti dalla situazione economica, da quella sociale, dall'habitat, dalla famiglia, dagli amici, dalla scuola e dai media.
I primi fattori esterni sono quelli economici e sociali. È inutile fare molti giri di parole e filosofici.
Se non puoi è inutile volerlo...o meglio, rimanendo in quella condizione! Faccio un esempio, se si vuol studiare violino, ma si è in un ambiente povero, non si potrà studiare violino. Bisognerà pensare prima a poter lavorare ed avere così soldi per affrontare gli studi. Se ci non è possibile dove si abita, bisogna vedere altrove.
Per quando riguarda il fattore sociale, più che di soldi, si tratta di mentalità. Vi faccio un esempio personale. Io da piccolo studiavo pianoforte, poiché mia madre proviene da una famiglia di suonatori viaggianti. Io però da piccolo, guardavo molto più mio padre come ideale di ispirazione e per lui era sciocco studiare musica...poiché non era una strada sicura. Per lui la strada sicura era fare l'operaio. Ed anche io mi feci influenzare da questa ideologia. Che solo da qualche anno reputo stupida. Eppure lasciai il pianoforte. Ora parlando di habitat, parlo di luogo dove si vive. Il luogo di abitazione, nel senso di città, zona, vallata, influisce molto sulle scelte da prendere... Prendo sempre me come esempio, io sono cresciuto a Roma, in un quartiere vicino alla stazione ferroviaria Termini, non lontano dal centro storico di Roma. L'Esquilino, per chi lo conoscesse. Qui vedevo ristoranti, bar ed alberghi ovunque, oltre a tanta arte. Quindi la mie scelte erano tra artistico e alberghiero. Tornando a Torino, la mia città di nascita, un po' per la città, un po' per il quartiere, la mia prima scelta fu uno studio inerente all'industria, poi cambiai per l'alberghiero.
Poi c'è la famiglia. L'ho messa a questo punto, perché anche lei viene influenzata dall'habitat, dal livello sociale e da quello economico. Questo fattore è quello che ha più percentuale di influenza decisionale, per una buona parte della vita, comunque almeno fino alle superiori.
Essa è colei che ti dona da vivere, paga e quindi sceglie. Ad esempio, se una famiglia tra un percorso informatico ed uno scientifico "consiglia" al proprio figlio o figlia lo scientifico, farà lo scientifico. Poi vi sono gli amici, le loro storie, le loro realtà ed il nostro attaccamento a loro, ci fa fare scelte che senza di loro, non avremmo fatto. Un esempio personale è inerente al ballo. Io non ho mai voluto fare corsi di ballo, un mio caro amico, si era iscritto ad un corso, mi disse di provare ed io provai, solo perché ci andava lui!!! Fu così che scoprì l'amore per il balfolk.
In penultima posizione c'è la scuola, in primis, perché è il luogo dove si formano le amicizie che influiscono sulle scelte, in secondo luogo i professori, che ti valutano ed intuiscono, secondo loro, cosa dovresti scegliere o no, infine, perché trovi quei tipi di individui, per cui provi odio e che pensi di non volere mai seguire gli esempi. Qui gli esempi sono molteplici. Partendo da chi odi, perché ti bullizza, di certo non vorrai rivederlo in un'altra scuola, in un'attività extra scolastica o al lavoro, quindi, sceglierai qualcosa che non preveda la presenza di quell'individuo.
Gli amici...come già detto prima, alcune scelte, le farai proprio perché vorrai seguire loro. I professori.. Loro vedono il tuo comportamento in classe ed i tuoi voti, quindi influiscono in base a questi riferimenti. Quindi se prendi 4 in matematica...non sceglierai lo scientifico.
Sappiate che tra scuola e famiglia, però, chi influisce di più è la famiglia, perché vi conosce meglio. Faccio un esempio di matematica, dove magari in classe avete 4, perché andate male, ma a casa, riuscite a capirla, bhe.. Potrete fare tranquillamente lo scientifico, perché non è che non siete portati, ma che c'è qualcosa che non va in classe o con il professore.
Infine ho messo i media, perché, senza che noi lo sappiamo, ci influenzano tutti. Anche qui esempio personale, scelsi cucina, non tanto perché mi piaceva cucinare, ma perché i media dicevano che i cuochi erano molto cercati.
Quindi ora la domanda è...ma come effettuare una scelta?
Già..arrivati ad un bivio si ha tanta ansia. È normale!
Ma per ogni cosa, c'è una scelta da fare e va fatta!!! E sta a te farla, a nessun altra persona. Ovviamente, ci saranno dei fattori che influenzeranno, ma non ci puoi fare nulla, puoi solo cogliere il consiglio ed accettare l'influenza o no. Come fare a sapere allora che fare?
Ci vuole tempo! Devi prendere il tuo tempo. Un diario e scrivere tutto ciò che ti viene in mente su ogni possibile scelta.. E poi trai le conseguenze.
A questo punto...vorresti sapere se hai trovato la soluzione giusta...bhe per saperlo basta provare! Poi se sbagli, puoi sempre cambiare e ricominciare! Sarà sempre un'esperienza, un bagaglio personale.
Quindi ora scaccia via l'ansia e la paura, respira, scrivi e fai la tua scelta.
Forza.. Forza di volontà, tenacia. Prendi, combatti, osa e vivi.
Ma se vuoi qualche consiglio in più scrivimi pure! 😉😉
Commenti
Posta un commento